La Madonna del Pilerio, Patrona della città

Archivio di Stato di Cosenza

12 febbraio 2021 - Eventi culturali

Notaio Maugeri

Per il 12 febbraio, festa patronale dedicata alla Madonna del Pilerio, l’Archivio di Stato di Cosenza  pubblica un breve saggio di testimonianze documentarie, segno di una devozione fortemente radicata che caratterizza il culto e, più in generale, la cultura della comunità cosentina.

Un legame profondo tra la Vergine e la città di Cosenza, documentato nelle fonti sin dal finire del XVI secolo quando Camilla Mollo[1] prima di morire espresse il desiderio di essere seppellita nella Cattedrale, precisamente “ nell’altare del Pilastro” ove era collocata la sacra immagine della Madonna del  Pilerio.  La devozione di Camilla non era un caso isolato, infatti nel 1602[2] venne incaricato il maestro scalpellino Andrea Maggiore da Carrara di costruire una cappella “dove al presente si ritrova la SS. Madonna delli Peleri” per il prezzo di 300 ducati. Si trattava di un altare da realizzare in marmo il cui disegno e la descrizione vennero allegati allo stesso atto di stipulazione del contratto.

La cappella venne rifatta e “abbellita” dopo la prima metà del XVIII sec.. Il 18 dicembre 1777 [3] Marino Palmieri di Napoli si impegnava a “edificare costruire e formare la Cappella del Pilerio” dentro la Metropolitana Chiesa cosentina, che doveva essere compiuta “di tutta perfezione” per la fine di giugno 1778 con puttini dello “scultore celebre Giuseppe Sammartino”.[4]

I lavori si protrassero anche nel 1779, anno in cui Raffaele de Chiara[5] in segno di devozione consegna al canonico, a titolo di mutuo e senza interesse, 120 ducati occorrenti per i lavori.

Alla radice di tanta devozione era il “parlante miracolo della liberazione della peste” a cui si aggiunsero la liberazione degli effetti dei continui “tremuoti” del 1873 e di altre epidemie. Quindi con  atto “di dovuta venerazione” il Pubblico Parlamento, il 6 luglio 1798 deliberava che tutta la città assistesse alla “Messa cantata che si celebrava nella Cappella della Madonna del Pilerio, l’otto settembre giorno della solennità della Natività della Regina in cielo”[6]

A seguito del terremoto del 5 febbraio 1783,  fu notata la comparsa sulla sacra immagine di alcune fessure. Vennero  interpellati  alcuni pittori ed artisti locali, i quali attestarono che il fenomeno era di origine soprannaturale. Infatti le fessure scomparvero alla cessazione del sisma e la città fu preservata dai danni che altrove erano stati di entità notevolissima.[7]

Il ricorso alla protezione continuò in occasione dei terremoti del 1832 e 1835 e nel 1836 Papa Gregorio XVI autorizzò la solenne incoronazione dell’immagine della Madonna del Pilerio. [8]

La cerimonia  ebbe luogo il 12 giugno 1836, e “ per serbare memoria di quel dovuto avvenimento”,  nel 1841 il popolo ed il clero implorarono S.M. per la concessione del  trasferimento,  col doppio precetto,  della festa dall’8 settembre  al 12 giugno[9]

La richiesta di grazie si verificava anche per eventi causati dall’uomo, infatti il 22 luglio  1848 l’Arcivescovo di Cosenza cominciava nella Cattedrale un solenne triduo con processione come atto di ringraziamento per il “ristabilimento dell’ordine pubblico” nella città. [10]

La domenica del 12 febbraio 1854, all’una di notte, un violento terremoto colpì la città di Cosenza ed i suoi Casali, provocando gravissimi danni e tantissime morti. Anche quell’anno i cosentini invocarono la protezione della Madonna. La mattina del 27 aprile comparvero sul volto della Vergine “macchie naturali con tre potenti screpolature”, sul labbro inferiore e sulla guancia sinistra, accanto agli altri segni, già presenti, della peste e del terremoto del 1783. Questo fenomeno fu interpretato come il segnale della protezione accordata e il quadro della Madonna fu esposto  per tre giorni e portato in solenne processione per le vie di Cosenza. [11]

Dopo quell’evento la festa venne celebrata il 12 febbraio e nel 1861 la tradizione era già consolidata, infatti l’11 febbraio l’arcivescovo di Cosenza invitava il Governatore  alla processione della “ miracolosa Statua di Maria SS. del Pilerio il giorno 12 andante”, pregandolo di intervenire con i consiglieri e gli impiegati. [12]



[1] ASCS, Notaio Migliorella, n. 59, 1594, cc. 63v.-68

[2] ASCS, Notaio Giacomo Maugeri, n. 58, 1602, cc, 136-139

[3] ASCS, Notaio Bruno Sicilia, 1877, 631v-635

[4] Giuseppe Sammartino, Napoli 1720-1793, scultore, autore del noto Cristo velato

[5]ASCS,  Notaio Bruno Sicilia, n. 631, 1779, cc. 219-220 

[6] ASCS, Notaio  Carmelo M. Trocini, n.647, 1798, allegato all’atto del 3 agosto 1798, tra cc. 249v. e 250 

[7] ASCS, Notaio Giovanni Casini, n. 299, 1800, c. 43v-46. 

[8]ASCS,  Notaio Carmine Mazzei n.785, 1836, allegato all’atto del 19 giugno 1836 

[9] ASCS, Intendenza di C.C., Affari ecclesiastici, b. 28 fasc. 5

[10]ASCS,  Intendenza di C.C., Affari ecclesiastici, b. 28 fasc. 6

[11] ASCS,  Notaio Carmine Mazzei, n.785, 1854, cc. 69-76 

[12] ASCS,  Intendenza di C.C., Affari ecclesiastici, b. 28 fasc. 5