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Archivio di Stato di Cosenza

Le elezioni del 1946 nella provincia di Cosenza

All’indomani della seconda guerra mondiale, in un’Italia stremata socialmente, economicamente, materialmente e moralmente, era necessaria una ripartenza che non poteva eludere la definizione dei nuovi assetti istituzionali e la designazione dei rappresentanti politici e amministrativi.

Nella primavera del 1946 vennero indette le elezioni amministrative che si svolsero in varie tornate tra marzo e aprile e poi tra ottobre e novembre. La provincia di Cosenza, anch’essa lacerata da innumerevoli problemi, aggravati dalla contingente criticità della distruzione causata dai bombardamenti ( https://www.archiviodistatocosenza.beniculturali.it/index.php?it/22/eventi/200/la-cultura-non-si-ferma-i-bombardamenti-del-1943 ) andò alle urne per il rinnovo dei consigli comunali il 10, il 17, il 24 e il 31 marzo.[1] Si votò in 150 comuni, restarono fuori i comuni di Carpanzano, Marzi e Pedivigliano dove le operazioni elettorali vennero rinviate, nel primo per arbitraria cancellazione di un candidato ad opera della Commissione elettorale mandamentale; negli altri due per la presentazione di una sola lista di candidati.[2]

In un clima elettorale vivace, tra rivalità e divergenze, [3] si affermò la vittoria della Democrazia cristiana e si affermò la voglia di  riscatto delle donne che per la prima (https://www.archiviodistatocosenza.beniculturali.it/index.php?it/22/eventi/208/la-cultura-non-si-ferma-donne-al-voto ) volta si recavano alle urne[4], legittimate ad esprimere la loro preferenza e ad accedere alle cariche elettive.

Donne candidate non soltanto al Consiglio comunale del capoluogo, ma anche in comuni più piccoli come Paola[5] dove si candidarono Maione Clorinda, Ventura Michelina, Giannino Maria, Fuoco Letizia, Volpe Italia, Molino Antonietta; o Amantea[6], dove si  candidò Maria Amalia Peluso risultando tra gli eletti. Nei paesini di San Sosti[7] e San Pietro in Amantea si candidarono Caterina Tufarelli Palumbo Pisani e Ines Nervi Carratelli entrambe elette alla carica di primo cittadino. Donne emancipate e tenaci, coscienti del ruolo e del peso rivestito nella vita democratica del Paese, sostenute da una insperata partecipazione femminile alle urne, mobilitata da associazioni come l’A.N.D.E.[8] che si poneva l’obiettivo "acquisire e far acquisire maggiore coscienza politica" agli elettori e soprattutto alle elettrici, “ per una partecipazione consapevole dei cittadini alla vita politica".

Il prefetto Miraglia nella relazione mensile sulla situazione politica ed economica della Provincia, comunicava che le operazioni elettorali e pre–elettorali si erano svolte con calma e ordine. “Nessun incidente di rilievo si è avuto a lamentare, sia per la maturità politica dimostrata dai cittadini che per la collaborazione dei dirigenti di tutti i partiti in lotta” e “ qualche sporadico tentativo di disturbare pubblici comizi è stato sventato per l’energico e tempestivo intervento delle forze di polizia” [9]

Gli elettori e le elettrici furono chiamati nuovamente alle urne il 2 giugno per scegliere la forma istituzionale dello Stato e per eleggere l’Assemblea Costituente preposta alla stesura della Costituzione.

L’organizzazione delle elezioni fu uno sforzo enorme, era necessario procedere con chiarezza e precisione secondo le direttive impartite nei Decreti legislativi luogotenenziali del 1946, inviati alle Prefetture anche in un opuscolo a stampa[10] il quale oltre alle norme conteneva il calendario  degli adempimenti relativi all’attuazione del e all’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente. Nell’opuscolo vi era anche il modello di scheda per il referendum con la specificazione che “nel tondo sottostante la parola, sarà inserito il relativo contrassegno costituito da due rami di quercia e di alloro attorno una testa turrita di donna, sullo sfondo recante il profilo geografico dell’Italia”; “nel tondo sottostante la parola sarà inserito il relativo contrassegno costituito da una corona sovrapposta allo stemma di Savoia, sullo sfondo recante il profilo geografico dell’Italia”

Il 13 maggio 1946 il Ministero dell’Interno diramava una circolare che imponeva un’organizzazione perfetta sul sistema dei mezzi di trasporto, sia del materiale ocorrente al funzionamento delle sezioni, del personale dei seggi e soprattutto dei plichi con i verbali di scrutinio e relativi documenti. [11] Il 21 maggio il prefetto Miraglia con raccomandata–espresso spiegava gli adempimenti per il trasporto, e invitava i sindaci a predisporre “tutto il necessario nei minimi particolari, occupandosene personalmente in collaborazione col segretario comunale”  e sottolineando, altresì, l’assoluta importanza della tempestività e regolarità delle operazioni. [12]

Per assicurare i trasporti elettorali venne chiesta la collaborazione di  vari enti [13], disposta l’aggiunta di vetture sui treni [14] e in caso di insufficienza di automezzi era prevista la requisizione temporanea ai privati. [15]

Le elezioni si svolsero “in un clima di assoluta normalità. Devesi riconoscere che tutti i partiti indistintamente hanno mantenuto l’impegno di collaborare con le autorità per il normale svolgimento della consultazione elettorale.

Anche le relative campagne elettorali, per quanto abbiano potuto assumere particolare vivacità in qualche Comune, pure si sono svolte in un clima di generale comprensione………. Si è notata in genere una maggiore vivacità per le elezioni amministrative anziché per quelle della Costituente. Queste ultime presentavano la particolarità del referendum che assorbiva l’attenzione degli elettori rispetto alla elezione dei deputati che venne ad assumere una portata secondaria”[16]

All’Assemblea Costituente non vennero elette donne, solo uomini  tra cui Fausto Gullo, Gennaro Cassiani, Adolfo Quintieri,Vincenzo Tieri , Pietro Mancini .[17]

“Le elezioni amministrative e  quelle politiche  hanno notevolmente chiarito la posizione dei partiti nella provincia, facendo cadere molte illusioni a determinati gruppi e persone che agitavano le acque. E di conseguenza si nota una generale distensione. Anche l’esito definitivo del referendum non ha qui determinato reazione alcuna, pur essendosi avuta localmente una lieve maggioranza per la Monarchia[18]: la popolazione , assorbita, com’è da bisogni più urgenti che riflettono la condotta stessa della vita, non vi ha dato eccessivo peso……… Sono in atto dei tentativi per introdurre anche in questa Provincia i germi del separatismo meridionale, ma finora tale azione non risulta che sia seguita con interesse, in quanto, replico, la popolazione è assorbita da bisogni più urgenti, quali il vitto, la casa, il vestiario ecc. Sono questi interessi materiali e concreti che nel generale abbattimento causato dal disastro della guerra hanno presa nella masse dei bisognosi.” [19]

Così nasceva la Repubblica, tra tante devastazioni e difficoltà ma anche tra tanta speranza, impegno e voglia di libertà.

ASCS, Prefettura, Affari generali, b.887, fasc. 30

SCS Prefettura , Affari generali, b. 887, fasc 30, Elezioni

SCS Prefettura , Affari generali, b. 887, fasc 30, Elezioni

SCS Prefettura , Affari generali, b. 887, fasc 30, Elezioni

ASCS, Prefettura, Gabinetto, b. 191 fasc. 12, Elezioni

ASCS, Prefettura, Affari generali,  b. 887, fasc. 30, Elezioni

ASCS, Prefettura, Affari generali,  b. 886,  Elezioni

ASCS, Prefettura, Affari generali,  b. 886, Elezioni, 

ASCS, Prefettura, Affari generali,  b. 886, Elezioni

ASCS, Movimento italiano femminile ( MIF),  b.31 fasc.7, 

ASCS Prefettura, Gabinetto, b. 238, fasc 14, Ministero dell’Interno, Direzione generale Amministrazione civile, Servizio elettorale, Opuscolo a stampa, Roma 1946, Elezioni politiche, 

ASCS Prefettura, Gabinetto, b. 238, fasc 14, Ministero dell’Interno, Direzione generale Amministrazione civile, Servizio elettorale, Opuscolo a stampa, Roma 1946, Elezioni politiche, 

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc.  32

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc.  32

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc.  32

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc.  32

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc.  32

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc. 31 

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc. 31 

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc. 31 

ASCS, Prefettura, Affari generali, b. 887, fasc. 31 

 

 



Ultimo aggiornamento: 29/03/2024